|
Caltagirone sorge a 611 metri su una cima dei Monti Erei.
Al
suo demanio appartiene il Bosco di San Pietro, la più ampia area
boschiva naturale oramai esistente nella Sicilia centro-meridionale.
Il
degrado ed i numerosi incendi hanno oggi lasciato solamente 2000 ettari
ricchi di una grandissima varietà vegetale ed animale.
Sorta probabilmente nel III millennio a.C., Caltagirone è considerata uno dei primi abitati della Sicilia.
Intorno
all'anno Mille il sito venne invaso dagli Arabi chiamandolo "Qal'at
al-ghiran", cioè castello delle grotte, da cui deriva il nome attuale e
costruirono probabilmente un Castello, conquistato nel 1090 dai
Normanni.
Nel 1542 un terremoto sconvolse buona parte della città,
ma fu quello dell' 11 gennaio 1693 a produrre gravissimi danni
all'abitato che ebbe distrutti molti edifici, chiese sontuose e
magnifiche opere d'arte di cui si era adornata nei secoli precedenti. La
città venne comunque interamente riedificata riacquistando l'originario
impianto urbanistico tardo-rinascimentale e arricchendosi di nuove
chiese e palazzi barocchi, tanto da essere considerata oggi tra più
importanti centri barocchi della Sicilia. 
Infatti insieme con
Militello in Val di Catania, Catania, Noto, Palazzolo Acreide,
Ragusa, Modica e Scicli è tra le città Barocche della Val di Noto che
sono state dichiarate nel giugno del 2002 “Patrimonio dell’Umanità” e
inserite nella lista Unesco di protezione del patrimonio mondiale.
La ceramica di Caltagirone
Una tradizione
millenaria, profondamente legata alla storia di Caltagirone, è la
lavorazione della ceramica, che ha sempre alimentato in questa città
generazioni di artigiani ed artisti i quali hanno interpretato in modo
originale la capacità della ceramica di creare forme e colori,
strumento duttile per dare corpo alla fantasia creativa.
L'arte della maiolica, fiorente in epoca
musulmana e normanna, viene con il tempo perfezionata nella tecnica esecutiva
e decorativa dando prova di grande originalità, conservando, motivi
moreschi e i colori della tradizione che vanno da un particolare tipo di
azzurro al verde al giallo oro e manganese.
Nel 1965 fu inaugurato il Museo Nazionale della Ceramica
Le pittoresche stradine della città sono piene di una serie di negozietti
che espongono bellissimi oggetti come i piatti, gli albarelli, i vasi ma
anche semplici mattonelle, da acquistare per ricordo.
Gli albarelli, particolarmente
famosi, venivano impiegati tradizionalmente presso le antiche farmacie. 
La Scala di Santa Maria del Monte
Ricca di
siti archeologici, chiese, opere d'arte e monumenti, tra cui ricordiamo
la maestosa Scala di Santa Maria del Monte, con ben 142 gradini.
Ogni
alzata della scala è rivestita con mattonelle in maiolica policroma
raffiguranti vari motivi ceramici in uso in Sicilia dall'età araba
all'800.
La scala, diviene protagonista della città alla fine di maggio,
durante la manifestazione “la Scala Infiorata” in cui i 142 gradini vengono addobbati in onore di Maria Santissima di
Condomini di fiori ed allo stesso modo durante la “Rusedda” sfilata di
carri siciliani e trattori. Per la Festa di S.
Giacomo, patrono della città, che si svolge il 24 e 25 luglio, la
Scalinata viene interamente illuminata con 4.000 lumini.

|